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Corallo di Sciacca
 

Corallo di Sciacca




 



CENNI SCIENTIFICI-GEMMOLOGICI



Corallo di Sciacca è l'unica denominazione diversa della specie "Rubrum" del Mar Mediterraneo e si distingue per il particolare colore rosso aranciato di varie tonalità  diverso dal rosso Mediterraneo.



Prende il nome dalla località di Sciacca, perché proprio a largo della costa saccense, vennero scoperti famosi banchi corallini tra i 120-200 mt. di profondità denominati di Graham, Foraneo e Terraneo (1875-1890). Il particolare ed originale colore, non è mai stato spiegato scientificamente, infatti una prima ipotesi lo attribuisce all'apparizione e susseguente sparizione dell'isola Ferdinandea, un fenomeno di attività vulcanica ripetutosi nei millenni (l'ultima volta nel 1831), ed ai gas sprigionatisi di conseguenza; una seconda tesi invece lo giustifica con le correnti sottomarine che nel corso dei secoli avrebbero strappato i rami di corallo alle rocce per depositarli sui fondali sabbiosi e fangosi che ne avrebbero modificato il colore iniziale.



Alla fine dell'800, il Corallo di Sciacca, scompare con il suo mistero ma nel frattempo l'enorme quantità pescata aveva contribuito a renderlo più "popolare". Oggi, quel po’ di grezzo ancora esistente, si trova gelosamente conservato nei forzieri di alcuni tra i più antichi corallari, gioiellieri ed orafi che, soprattutto nei laboratori della nostra città hanno riscoperto l’amore per questa preziosa gemma del nostro mare.



CENNI STORICI



Si narra che nel mediterraneo di allora, di fronte alla città ci fossero cospicui banchi corallini, che col tempo sono sprofondati, anche a causa dell'attività vulcanica sottomarina. Un'attività notevole, che addirittura fece affiorare un’isola nel luglio del 1831, battezzata Ferdinandea in onore dei Borboni, e scomparsa dopo tre mesi, ma che secondo recenti indiscrezioni, potrebbe riaffiorare in un tempo non lontano da oggi. Ma questa è un’altra storia. E' proprio in questo periodo però che ci si avvicinava a due fenomeni che avrebbero sconvolto tutta la attività marinara della città: la scoperta del corallo di Sciacca e di quello Giapponese. Dunque, mentre si cominciava a paventare una crisi del grezzo dovuta alla situazione creatasi sulle coste dell’Africa sia per motivi politici, oltre che per l'impoverimento dei banchi, nel 1875 accadde un "miracolo". La scoperta del primo dei tre favolosi giacimenti di corallo Sciacca, una vera manna, non piovuta dal cielo questa volta ma estratta dagli abissi. Il 10 Maggio di quell'anno, tre pescatori siciliani, Giuseppe Muschilda, Alberto Maniscalco, soprannominato "Bettu Ammareddu" e Alberto (ignoto resta il cognome) detto "Occhi di Lampa", erano in mare tra Capo Bianco e Capo San Marco, a 30 miglia fuori Sciacca; nel tirare la paranza dal fondo vi trovarono alcuni cespi rossi, che colpirono in particolare l'attenzione di "Ammareddu". Infatti, questi qualche giorno appresso tornò sul posto e dopo vari tentativi, a circa 200 metri di profondità individuò ciò che cercava: un banco corallifero lungo 200 metri e largo poco meno, eccezionalmente ricco. A questo punto cominciava la leggenda, la favola o la storia dei tre "giacimenti" dai quali doveva trarre origine il famoso quanto misterioso "Corallo di Sciacca". La notizia dell'avvenimento, passando di bocca in bocca, di villaggio in villaggio, ben presto richiamò un gran numero di barche, che partirono soprattutto da Torre del Greco. Benché si lavorasse instancabilmente ormai da molto tempo, pareva che da quel primo banco di corallo non dovesse mai cessare di venir fuori il prezioso materiale. Dopo tre anni (1878) nella medesima area ed alla stessa profondità si scoprì un secondo banco , detto "Terraneo", che alla maggiore quantità di corallo univa una migliore qualità. Non erano esauriti i primi due che nel 1880 venne localizzato il terzo giacimento, il "Foraneo", molto più esteso dei precedenti (2 miglia e mezzo per 2) a 150 mt. sotto la superficie del mare. L'attenzione di tutti i pescatori del Mediterraneo, che ormai avevano disertato ogni altra zona, era polarizzata definitivamente sul pozzo senza fine di Sciacca; un'idea della ricchezza e dell'attività della zona si può averla se si pensa che nell'anno 1880 vi operarono 1797 barche, le quali raccolsero corallo per oltre 5.000 tonnellate (alcuni studiosi della materia parlano di 10.000 tonn.). Le coralline che si dedicavano al lavoro su quei giacimenti erano piuttosto piccole (12-20 tonn.) ma vi restavano ininterrottamente anche per un mese intero.



Sciacca e Trapani sono ancora oggi famose per la pesca e la lavorazione del Corallo del mediterraneo, il Corallium Rubrum vagheggiato e desiderato in tutti i continenti, prezioso gioiello e talismano per assecondare la fortuna, medicinale panacea di tutti i mali, materiale proteiforme in grado di tenere lontana la sventura, tesoro nascosto sotto le onde sorvegliato dalle divinità marine e pianta dell'eterna giovinezza inseguita dall'uomo fin dall'antichità.


SCIACCA E IL SUO CORALLO


Negli anni tra il 1875 e il 1890 la scoperta di quei tre banchi coralliferi al largo della punta di Capo San Marco di Sciacca e l'arrivo di centinaia di barche coralline da tutto il mediterraneo, apportò ricchezza e grandi mutamenti sociali nella città, fino ad allora dedita prevalentemente alla pesca del pesce azzurro. La fama dei tesori estratti dal mare di Sciacca si propagò in tutto il mondo e nella nostra città fiorirono le attività commerciali ma poche furono le botteghe artigianali dedite alla lavorazione del corallo. 


Oggi il Corallo di Sciacca è famoso in tutto il mondo per la sua unicità data dal colore e dalla particolare bellezza. All'alba del '900 di quello che era stato il più grande tesoro di tutti i tempi, non rimaneva nulla, ma negli ultimi decenni il ritrovato amore dei suoi artisti e delle loro sapienti mani, ha riportato alla ribalta il "fiore di sangue" come amavano chiamarlo gli Arabi. Ricominciata la lavorazione e l'incisione dell'oro rosso di Sciacca ed a trarre dai suoi rami contorti le splendide forme in esse imprigionate, oggi, a quasi un secolo e mezzo dalla scoperta, questa forma di antica arte trasforma il nostro prezioso e unico Corallo in splendidi gioielli esposti nelle più prestigiose vetrine di tutto il mondo.

 
 




 
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